Nuovi compagni di strada a Mulinu Becciu: l’esperienza pastorale di Cristian

Nuovi compagni di strada a Mulinu Becciu: l’esperienza pastorale di Cristian

La parrocchia a cui sono stato affidato in questo mio primo anno di Seminario Maggiore è quella di Madonna della Strada situata nel quartiere di Mulinu Becciu a Cagliari. È stata per me un’esperienza molto importante e ricca di significato. Insieme a un altro seminarista siamo stati inviati in questa comunità per condividere un cammino fatto di servizio, ascolto e vicinanza alle persone. Fin dal primo giorno siamo stati accolti con grande affetto, facendoci sentire parte di una vera famiglia, in modo particolare dal parroco Mons. Michele Fadda e ovviamente dall’intera comunità.

La parrocchia si distingue per le tante attività che coinvolgono bambini, giovani, famiglie e anziani. Ogni iniziativa nasce dal desiderio di creare comunità e offrire a tutti uno spazio di incontro e crescita umana e spirituale. In questo contesto, l’oratorio rappresenta il cuore pulsante della vita parrocchiale.

L’oratorio è un luogo pieno di vita, dove si incontrano ragazzi e giovani per giocare, condividere esperienze e costruire amicizie sincere nel cuore di Cristo. Non è soltanto uno spazio ricreativo, ma un ambiente educativo capace di trasmettere valori importanti come il rispetto, la solidarietà e la collaborazione. Attraverso le attività, i momenti di aggregazione e la presenza degli educatori e degli animatori, tanti ragazzi trovano un punto di riferimento sicuro e accogliente.

Questa esperienza mi ha aiutato a comprendere quanto sia prezioso il ruolo di una parrocchia: un luogo che non solo accompagna nella fede, ma che sa anche creare relazioni autentiche e far sentire ogni persona accolta e amata.

Cristian Mascia

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Una comunità che diventa casa: un anno al Trionfale

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La pastorale ordinaria ha spesso il volto delle piccole cose: è fatta di incontri settimanali, di porte aperte, di chiacchierate nel campo da calcio, di famiglie che cercano ascolto, di tempo donato agli altri senza clamore. Da ottobre, proprio dentro questa quotidianità, sto trascorrendo il mio VI anno di formazione nella Parrocchia Santa Maria delle Grazie al Trionfale nel quartiere Prati di Roma.

La vita comunitaria in una fraternità concreta

“Alle Grazie”, come spesso il parroco chiama la nostra comunità, ho scoperto la bellezza più autentica della vita comunitaria. Non soltanto per i giovani incontrati durante l’anno, ma anche nella vita condivisa ogni giorno in canonica insieme ai nove sacerdoti che abitano in casa.

La preghiera dei Vespri vissuta insieme ogni sera, i pranzi e le cene condivisi, le conversazioni semplici della quotidianità hanno reso concreta l’esperienza di una fraternità sacerdotale fatta di ascolto, sostegno reciproco e vita comune. Anche questo, nel silenzio delle giornate ordinarie, è diventato parte essenziale del cammino pastorale.

Accanto ai giovani tra fede e vita

Vivo gran parte dell’esperienza pastorale accanto ai giovani: dai bambini del catechismo ai ragazzi del liceo, fino agli universitari. Ogni settimana gli incontri diventano occasioni per parlare della vita, delle domande più vere, delle paure e delle speranze che abitano il cuore delle nuove generazioni.

Non semplici “lezioni”, ma spazi autentici di ascolto e confronto, dove la fede prova a intrecciarsi con la vita concreta di ciascuno.

In questo percorso, i ritiri di Avvento e Quaresima hanno rappresentato momenti particolarmente intensi. Fermarsi insieme, uscire dal rumore quotidiano, condividere il silenzio, la preghiera e le domande profonde ha permesso ai ragazzi di riscoprire la bellezza di una fede vissuta con semplicità e verità.

La carità che diventa incontro

Accanto ai momenti di formazione e di festa, c’è stata poi la scoperta più concreta e forse più profonda: quella del servizio agli ultimi. Ogni giovedì, insieme alla comunità di Comunità di Sant’Egidio, l’incontro con i senzatetto e la distribuzione dei panini mi ha insegnato che la carità non è mai qualcosa di astratto.

Significa fermarsi, ascoltare un nome, condividere una parola, riconoscere nell’altro una persona e non un problema. È nelle persone incontrate per strada e nella vita ordinaria della parrocchia che si comprende davvero la forza della pastorale quotidiana: una presenza silenziosa che accompagna, sostiene e crea legami veri.

Una casa per tutti

In un tempo in cui tante persone rischiano di sentirsi sole o disorientate, questa esperienza mi ha mostrato, ancora una volta, quanto una comunità cristiana possa essere uno spazio capace di generare amicizia, fiducia e speranza.

Non qualcosa di distante dalla vita, ma una casa dove sentirsi accolti, crescere insieme e imparare, ogni giorno, il valore concreto del prendersi cura gli uni degli altri.

Francesco Cara

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