Nuovi compagni di strada a Mulinu Becciu: l’esperienza pastorale di Cristian

Nuovi compagni di strada a Mulinu Becciu: l’esperienza pastorale di Cristian

La parrocchia a cui sono stato affidato in questo mio primo anno di Seminario Maggiore è quella di Madonna della Strada situata nel quartiere di Mulinu Becciu a Cagliari. È stata per me un’esperienza molto importante e ricca di significato. Insieme a un altro seminarista siamo stati inviati in questa comunità per condividere un cammino fatto di servizio, ascolto e vicinanza alle persone. Fin dal primo giorno siamo stati accolti con grande affetto, facendoci sentire parte di una vera famiglia, in modo particolare dal parroco Mons. Michele Fadda e ovviamente dall’intera comunità.

La parrocchia si distingue per le tante attività che coinvolgono bambini, giovani, famiglie e anziani. Ogni iniziativa nasce dal desiderio di creare comunità e offrire a tutti uno spazio di incontro e crescita umana e spirituale. In questo contesto, l’oratorio rappresenta il cuore pulsante della vita parrocchiale.

L’oratorio è un luogo pieno di vita, dove si incontrano ragazzi e giovani per giocare, condividere esperienze e costruire amicizie sincere nel cuore di Cristo. Non è soltanto uno spazio ricreativo, ma un ambiente educativo capace di trasmettere valori importanti come il rispetto, la solidarietà e la collaborazione. Attraverso le attività, i momenti di aggregazione e la presenza degli educatori e degli animatori, tanti ragazzi trovano un punto di riferimento sicuro e accogliente.

Questa esperienza mi ha aiutato a comprendere quanto sia prezioso il ruolo di una parrocchia: un luogo che non solo accompagna nella fede, ma che sa anche creare relazioni autentiche e far sentire ogni persona accolta e amata.

Cristian Mascia

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“Studia di farti amare”: l’esperienza salesiana di Paolo Vacca

“Studia di farti amare”: l’esperienza salesiana di Paolo Vacca

Terminato l’anno formativo, i nostri seminaristi condividono le esperienze pastorali che hanno segnato il loro cammino. Paolo Vacca, seminarista del terzo anno, originario di Nurri, ha trascorso l’intero anno scolastico e pastorale nella comunità salesiana di...

Al Policlinico di Monserrato, una scuola di fede e di speranza

Al Policlinico di Monserrato, una scuola di fede e di speranza

Nicolas Arba seminarista del quinto anno originario di San Vito, ha vissuto quest’anno l’esperienza pastorale presso il Policlinico di Monserrato, affiancando il cappellano don Andrea Piseddu. L’ospedale è un luogo in cui si concentrano domande, paure e speranze. Che...

La comunità di Elmas: una tappa preziosa

La comunità di Elmas: una tappa preziosa

Anno nuovo, vita nuova… ma la comunità di Elmas come destinazione di pastorale è rimasta! L’anno accademico che sta per chiudersi è stato il secondo anno in cui ho prestato servizio nella parrocchia di San Sebastiano Martire, affidata alla cura puntuale e paterna di don Marco Orrù.

Il vantaggio di tornare in una comunità che ho avuto modo di conoscere già l’anno scorso è stato quello di poter riprendere a fare servizio e mettere subito le mani in pasta nelle varie realtà a cui il parroco mi ha affidato. Sapevo già che avrei trovato una comunità accogliente, un parroco attento alla mia formazione e dei giovani desiderosi di incontri e di chiacchierate nel campo di calcio.

Come lo scorso anno, don Marco mi ha dato la possibilità di seguire la classe di catechismo di seconda media: è stata questa l’occasione per fare esperienza, ancora una volta, di giovani disponibili a lasciarsi prendere per mano, di ragazzi che hanno nel cuore tante e grandi domande e che attendono qualcuno con cui condividerle. Ancora, insieme a Paolo, Cloè e Alessio, abbiamo continuato il percorso già iniziato l’anno scorso con i giovani delle superiori: la preparazione spirituale per il giubileo degli adolescenti e dei giovani ha caratterizzato la maggior parte degli incontri e delle catechesi del sabato sera.

Tra le altre esperienze che sono state occasione di crescita umana, spirituale e pastorale, c’è l’aver affiancato la domenica mattina alcuni catechisti delle classi delle elementari: se i giovani e gli adolescenti mi hanno rapito per le loro domande e per le loro inquietudini condivise, i bambini mi hanno fatto riscoprire il loro modo di vivere la fede con la spensieratezza e la libertà che, spesso, si perde crescendo.

Al termine di due anni di servizio, cerco di fare sintesi di quanto umilmente ho provato a consegnare (poco) e quanto con gratitudine ho ricevuto (tanto!). In particolare, sono grato per aver fatto esperienza di una comunità che, da subito, mi ha accolto come un loro figlio e che mi ha insegnato a camminare insieme, dandosi la mano e mostrandomi concretamente che davvero nella Chiesa nessuno si salva da solo.

Grazie don Marco.
Grazie ai tantissimi adolescenti e giovani incontrati in questi due anni.
Grazie per ogni persona incontrata: siete stati per me riflesso della Chiesa viva, madre e maestra. Porterò con me i vostri volti, le vostre storie, le vostre preghiere. Voi tenetemi nelle vostre!
Elmas rimarrà per sempre una tappa preziosa nel mio percorso vocazionale.

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“Studia di farti amare”: l’esperienza salesiana di Paolo Vacca

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Al Policlinico di Monserrato, una scuola di fede e di speranza

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Cre-Grest TuxTutti all’Oratorio di Elmas

Cre-Grest TuxTutti all’Oratorio di Elmas

Cre-Grest TuxTutti all’Oratorio di Elmas 

Dal 3 al 28 luglio alcuni seminaristi, Giovanni Maria Carboni, Lorenzo Vacca e Claudio Pireddu, hanno vissuto il cre-grest parrocchiale all’oratorio di Elmas.

È stata un’esperienza che ha coinvolto circa 60 bambini di età compresa tra i 6 ai 12 anni, accompagnati dai tanti animatori dell’oratorio che per la prima volta si accingevano a vivere un modo diverso di essere Chiesa. Il tema del Cre proposto dall’arcidiocesi di Cagliari, TUXTUTTI, ha dato il colore alle giornate, accompagnandole con tematiche come l’ascolto, il prendersi cura, l’attesa. All’inizio di ogni giornata era sempre presente un momento di preghiera introduttivo con una piccola catechesi; dopo il ballo dell’inno, ci si divideva in squadre per fare i laboratori, dove i bambini hanno potuto approfondire diverse attività: in particolare il canto, il ballo, il disegno artistico, il cucito e un laboratorio sul modo di vivere le emozioni.

È stato significativo vedere come questi laboratori siano stati possibili anche grazie a tanti adulti che, con spirito di servizio, hanno voluto mettere a disposizione il loro tempo le loro capacità per prendersi cura dei bambini.

Una volta terminati i laboratori, ci si recava a pranzo e nel dopopranzo si proponeva un film o un cartone animato; quest’attività era dettata anche dal fatto che le temperature elevate non permettevano in quella fascia oraria di poter giocare all’aperto.

Verso le 15 iniziava il “terzo tempo”, un momento in cui si faceva un’attività a tema, che poteva consistere in una recita oppure in un gioco. Infine la giornata terminava con il ballo dell’inno.

«È stata un’esperienza in cui ho potuto dare la mia persona con la mia fede, anche grazie alla disponibilità e all’apertura del parroco, don Marco Orrù, e dei ragazzi dell’oratorio – dice Claudio – e poter camminare con loro. Vivere per la prima volta il CRE da animatore vuol dire sperimentare le insicurezze, le paure, ma che queste vengono meno nel momento in cui si cammina insieme e si vede come quella gioia lasciata nei bambini, è quel seme gettato nel terreno, che, se la persona lo accoglie, porterà frutto».

Assieme all’esperienza dell’oratorio, esperienza centrale, non è mancata quella del vivere insieme: «ho vissuto quest’esperienza – commenta Giovanni Maria – insieme a Claudio e a Lorenzo, con cui abbiamo condiviso non solo le attività in oratorio, ma anche la quotidianità di queste 4 settimane. È quest’ultimo un valore aggiunto, in quanto ha permesso di approfondire le relazioni di amicizia tra noi. Lavorare insieme per una medesima finalità ci ha unito come gruppo e ci ha permesso di valorizzare i risultati, e supportarci nei momenti di difficoltà».

Anche Lorenzo valuta positivamente quest’esperienza: «l’esperienza a Elmas è stata l’occasione per poter vivere con profondità l’oratorio estivo. In cinque anni di seminario mi è capitato di fare tante attività, di diverso tipo, ma mai in oratorio: per questo motivo mi è servita tanto. Due cose mi hanno particolarmente colpito: collaborare con gli animatori (e quindi stare con loro, fare un’esperienza di gruppo) e la fraternità insieme al parroco, don Marco, e ai miei due compagni: Giovanni Maria e Claudio.

Questa è stata l’occasione ottimale per mettere a servizio le tante cose che in seminario si possono imparare, soprattutto l’aspetto comunitario: condividere le idee nell’organizzazione e le intere giornate con dei compagni di viaggio, credo sia una bella occasione per imparare uno stile, quello della fraternità».

Giovanni Maria Carboni, Claudio Pireddu e Lorenzo Vacca

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“Studia di farti amare”: l’esperienza salesiana di Paolo Vacca

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Al Policlinico di Monserrato, una scuola di fede e di speranza

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Nicolas Arba seminarista del quinto anno originario di San Vito, ha vissuto quest’anno l’esperienza pastorale presso il Policlinico di Monserrato, affiancando il cappellano don Andrea Piseddu. L’ospedale è un luogo in cui si concentrano domande, paure e speranze. Che...

Oratorio estivo a S. Vittoria Sinnai

Oratorio estivo a S. Vittoria Sinnai

Oratorio estivo a S. Vittoria Sinnai 

Dal 17 al 30 luglio 2023 sono stato ospite nella parrocchia Santa Barbara V. M. di Sinnai, per partecipare alle attività estive dell’oratorio. Nelle due settimane si è svolto il Grest nell’oratorio di Santa Vittoria insieme ai ragazzi, ma si è svolto con la presenza anche dei ragazzi dell’oratorio di Santa Barbara. Erano presenti circa 80 bambini e 30 animatori.

È stata una esperienza edificante, ho potuto riscontrare quanto i giovani si siano messi d’impegno affinché il grest si svolgesse nei migliori dei modi, aiutati anche dall’assidua presenza del parroco Padre Gabriele, che introduceva la giornata con l’ascolto della Parola di Dio. E non è mancato il divertimento, per i bambini che erano presenti. Il Grest si è concluso sabato 29 con la s. Messa e la festa finale.

Nicolas Arba

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“Studia di farti amare”: l’esperienza salesiana di Paolo Vacca

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Oratorio estivo al don Bosco di Selargius

Oratorio estivo al don Bosco di Selargius

Oratorio estivo al don Bosco di Selargius 

Nella calda stagione estiva dell’anno 2022, presso la parrocchia di Selargius intitolata a San Giovanni Bosco, ho avuto la gioia di vivere l’esperienza dell’«Estate Ragazzi», cioè l’attività che l’Oratorio organizza e propone ai giovani di età compresa tra le scuole medie e quelle elementari.

L’«Estate Ragazzi» è l’appuntamento che costituisce un punto centrale nella vita dell’oratorio, infatti – forti di una tradizione che va avanti ormai da oltre quindici anni – i bambini e i ragazzi si ritrovano insieme e per quattro settimane trascorrono le giornate condividendo momenti di preghiera, formazione educativa, giochi di squadra, sport, mare, tornei di abilità mentale, attività manuale nei laboratori didattici capaci di potenziarne l’espressione artistica e la creatività.

È molto bello vedere come il Vangelo sia annunciato in modi concreti e inclusivi, senza che nessuna persona venga lasciata da sola: nell’affiatata collaborazione dell’Oratorio San Giovanni Bosco con la relativa parrocchia, ho potuto condividere, nel servizio con gli animatori e coi collaboratori, esperienze sincere di generosità. La loro simpatica compagnia è stata per me l’occasione di conoscere da vicino la comunità cristiana parrocchiale selargina, e in particolare la sua presenza giovanile, che sotto la guida del parroco Don Giacomo Faedda, si caratterizza per una testimonianza di amore e di vicinanza. Sono queste le condizioni dove si può incontrare Gesù e sentirsi amati, perché Gesù — come ci ricorda Papa Francesco — «ci fa notare che Egli sa vedere la nostra bellezza, quella che nessun altro può riconoscere, e ci porta a scoprire che il suo amore non è triste, ma pura gioia che si rinnova quando ci lasciamo amare da Lui» (Christus Vivit, n. 114).

 Matteo Mocci 

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