Pietre Vive! Campo estivo ministranti 2024

Pietre Vive! Campo estivo ministranti 2024

Pietre vive! Campo estivo ministranti 2024 

Il Seminario arcivescovile di Cagliari e l’Ufficio diocesano per la pastorale delle vocazioni hanno organizzato per quest’estate il campo scuola per i ministranti, che si svolgerà dal 16 al 19 luglio, presso la casa delle suore Orsoline a Villa Tecla (Flumini).

Di seguito sono disponibili il moduli per l’iscrizione e l’informativa e consenso per il trattamento dei dati personali.

Scheda iscrizione per parrocchia
Modulo di iscrizione personale, informativa e privacy

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Corpus Domini cittadino

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La Dichiarazione Dignitas infinita circa la dignità umana/4

La Dichiarazione Dignitas infinita circa la dignità umana/4

La Dichiarazione Dignitas infinita circa la dignità umana/4 

Proseguiamo con l’ultimo della serie dei contributi (qui, qui e qui i precedenti) che illustrano i principali punti chiave della Dichiarazione Dignitas infinita del Dicastero per la Dottrina della Fede.

La dignità come fondamento dei diritti e dei doveri

Il terzo capitolo propone una riflessione sul concetto di dignità, sulla struttura relazionale della persona e sulla sua liberazione dai condizionamenti morali e sociali.

Concetto di dignità

Alcune formulazioni linguistiche insistono nel parlare di “dignità personale” (i relativi diritti “della persona” e non di “dignità della persona”, intendendo come «persona solo “un essere capace di ragionare”» (DI 24). In questo modo la dignità e i diritti deriverebbero dalla capacità di conoscenza e libertà, ovvero godrebbero di dignità e di diritti solo gli esseri umani che presentano tali capacità. Il bambino ancora nato, l’anziano non autosufficiente, il disabile mentale non avrebbero dignità. Ma «la Chiesa, al contrario, insiste sul fatto che la dignità di ogni persona umana, proprio perché intrinseca, rimane “al di là di ogni circostanza”, ed il suo riconoscimento non può assolutamente dipendere dal giudizio sule capacità di intendere e di agire liberamente delle persone» (DI 24).

Il concetto di dignità viene talvolta usato come giustificazione di nuovi diritti, spesso in contrasto anche con il diritto fondamentale alla vita. La radice di queste distorsioni è la comprensione della libertà come isolata ed individualistica: libertà così è «garantire la capacità di esprimere e di realizzare ogni preferenza individuale o desiderio soggettivo» (DI 25). Questo però contraddice l’essenza stessa della dignità, perché essa «non può essere basata su standard meramente individuale né identificata con il solo benessere psicofisico dell’individuo» (DI 25).

Struttura relazionale della persona

La comprensione corretta della libertà, che sfocia in una giusta concezione della dignità, passa necessariamente attraverso il riconoscimento che la persona ha un carattere relazionale: solo con la consapevolezza che l’essere umano è costitutivamente essere-in-relazione si può evitare di «limitare la dignità umana alla capacità di decidere discrezionalmente di sé e del proprio destino, indipendentemente da quello degli altri, senza tener presente l’appartenenza alla comunità umana» (DI 26). Questa costitutiva apertura all’altro, da cui deriva anche «la capacità, insita nella stessa natura umana, di assumersi degli obblighi verso gli altri» (DI 27), rimarca la prospettiva comunitaria in cui si inscrive la dignità di ciascuno: il rispetto della dignità richiede necessariamente che «ci si prenda cura gli uni degli altri» (DI 26).

La Dichiarazione poi afferma una differenza tra l’essere umano e gli altri esseri viventi: solo in relazione all’essere umano si parla di “dignità”, mentre per il resto del creato si parla di “bontà creaturale”. Quindi esiste una differenza di ordine ontologico tra l’essere umano e un qualunque altro essere vivente, differenza che è espressa anche attraverso il concetto di dignità. Questa sottolineatura sembrerebbe essere una risposta a certe istanze della cultura contemporanea che – sulla base di una certa lettura dei risultati di ricerche in vari campi del sapere (antropologia culturale, paleontologia, etnologia…) – affermano una non netta separazione tra mondo umano e mondo animale e vegetale (arrivando anche a sostenere una non diversità tra realtà organica e non organica). Se da un certo punto di vista, l’essere umano è diverso dal resto del creato, d’altra parte la giusta relazione che tra i due deve instaurarsi è espressa dall’antropocentrismo situato: l’essere umano è compreso in relazione alle altre creature e all’ambiente, verso i quali è chiamato ad avere un rapporto di cura.

Liberazione dai condizionamenti morali e sociali

Ogni persona vive in uno spazio e un tempo determinati, immersa in un contesto storico fatto di relazioni e di condizionamenti di varia natura. Se è vero che, in virtù del battesimo, ognuno è capace di rimanere in una condizione veramente libera, non si può negare che la realtà circostante influenzi la libertà: «non sarebbe, inoltre, realistico affermare una libertà astratta, esente da ogni condizionamento, contesto o limite» (DI 31), sia esso di ordine economico, sociale, giuridico, politico e culturale. La libertà pertanto è sempre una libertà situata che va liberata (cfr. Gal 5,1): se «la libertà è frequentemente oscurata da tanti condizionamenti psicologici, storici, sociali, educativi, culturali», allora essa «ha sempre bisogno di essere “liberata”» (DI 31).

Davide Ambu

 

 

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Due anni di pastorale a Sant’Ugo: la mia esperienza a Roma

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A servizio della Parola: Francesco istituito lettore

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Giornata di festa per la comunità del Pontifico Seminario Regionale Sardo e per tutta la Chiesa sarda che sabato 25 maggio [2024] ha vissuto il conferimento dei ministeri del lettorato e dell’accolitato ad un gruppo di sette seminaristi.

La solenne Eucarestia è stata presieduta da S.E.R. Mons. Corrado Melis, Vescovo di Ozieri e Segretario della Conferenza Episcopale Sarda. Erano presenti il Card. Arrigo Miglio, Arcivescovo emerito di Cagliari e Amministratore Apostolico ‘sede vacante’ di Iglesias, S.E.R. Mons. Walter Erbì, Nunzio Apostolico in Liberia, Sierra Leone e Gambia e numerosi sacerdoti provenienti da varie parti dell’isola.

Tra gli istituendi lettori c’era anche Francesco Cara, seminarista della nostra diocesi che abbiamo avuto modo di conoscere attraverso una videointervista apparsa sul nostro sito qualche giorno fa.

Nel corso della sua omelia, il Vescovo di Ozieri ha invitato i presenti a guardare ai bambini come modello di fiducia, disponibilità e gioia nell’accogliere il Regno di Dio annunciato da Cristo: “Un bambino solitamente usa lo stupore, non il possesso. Gli adulti cercano sempre un utile nelle cose, i bambini invece godono delle cose, punto e basta. Gli adulti perdono tanto tempo a commentare le proprie cadute, i bambini invece si rialzano. Gli adulti cercano rassicurazioni prima di fare qualcosa, i bambini invece sono ostinati e rischiano. […] Il vostro servizio nel lettorato e nell’accolitato racchiude un significato che va oltre il momento strettamente celebrativo di oggi e di ogni avvicinamento sia all’ambone e sia all’altare. Va ben oltre. Il vostro servizio alla sequela di Gesù, vi auguro possa davvero diventare una sorgente rivolta a tanti che vi incontrano e che vi incontreranno se conserverete questo cuore di bambini. Ciò che conta è la risposta del cuore, i comportamenti, le scelte. Fatevi istruire dalla cosiddetta infanzia spirituale che ha tantissimi testimoni tra i santi e le sante”.

Del resto, i Vescovi italiani ci ricordano che: “L’ufficio liturgico del lettore è la proclamazione delle letture nell’ assemblea liturgica. Di conseguenza il lettore deve curare la preparazione dei fedeli alla comprensione della parola di Dio ed educare nella fede i fanciulli e gli adulti. Ministero perciò di annunciatore, di catechista, di educatore alla vita sacramentale, di evangelizzatore a chi non conosce o misconosce il vangelo” (I ministeri nella Chiesa, n.7).

Il lettorato di Francesco arricchisce la nostra Chiesa diocesana di una nuova ministerialità a servizio del Signore e del suo corpo che è la Chiesa. A lui il nostro augurio, per lui la nostra preghiera.

Leonardo Piras

(Foto da Pontificio Seminario Regionale Sardo)

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Corpus Domini cittadino

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Domenica 02 giugno 2024 alle ore 19:00, presso la Parrocchia S. Eusebio di Cagliari, la comunità del Seminario Arcivescovile parteciperà alla solenne celebrazione eucaristica del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo delle Parrocchie della Città di Cagliari, presieduta da S.E.R. Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI. Seguirà la consueta processione eucaristica, che dalla Parrocchia si dispiegherà per le vie del quartiere e terminerà presso la Chiesa della Medaglia Miracolosa. 

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Catechesi e pastorale matrimoniale: la pastorale a S. Giuseppe a Pirri

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Una delle esperienze che ha caratterizzato quest’anno seminaristico è il tirocinio pastorale presso la Parrocchia S. Giuseppe a Pirri, assieme al parroco don Roberto Atzori.

La catechesi – coi ragazzi delle scuole medie il sabato e delle elementari la domenica – è stato il primo impegno che ci è stato affidato. È stata certamente un’occasione preziosa per stare con loro, per ascoltare ciò che vivono e condividere assieme un cammino che ha visto coinvolto ognuno di noi. Al termine della Messa domenicale – animata musicalmente assieme agli stessi bambini, che abbiamo avuto modo di preparare – l’appuntamento in oratorio è stato un ulteriore momento di condivisione e gioco, che ci ha permesso di creare importanti legami coi ragazzi e i loro genitori.

Durante il corso dell’anno abbiamo avuto modo di frequentare anche altre due realtà importanti seguite dal nostro parroco: Retrouvaille e Incontro Matrimoniale. La prima è un servizio nato per le coppie sposate o conviventi che soffrono gravi problemi di relazione, che sono in procinto di separarsi o già separate o divorziate che intendono ricostruire la loro relazione d’amore. Con Retrouvaille, attraverso un gruppo di sostegno – formato da coppie che credono al valore del matrimonio e della preghiera – si ha la possibilità di superare le difficoltà assieme, diventando testimonianza per ogni altra coppia in crisi. Abbiamo avuto modo di ascoltare le storie di tante coppie e vedere come anche le situazioni più complicate, e apparentemente senza via d’uscita, trovano invece una luce quando non si affrontano da soli, ma con un gruppo di persone che ti sostiene e le vive assieme a te. Incontro Matrimoniale è invece una proposta indirizzata a coppie di sposi, sacerdoti o single che ha come scopo quello di migliorare la relazione con sé stessi e con gli altri, stimolati dalle testimonianze di vita concreta da parte di un team di animatori.

In quest’anno abbiamo sperimentato grande accoglienza e sostegno da parte di don Roberto e della comunità. Portiamo nel cuore l’esperienza vissuta quest’anno, profondamente grati per la sua ricchezza nel nostro cammino formativo.

Enrico Muscas e Nicolas Arba

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