A servizio della Parola: Francesco istituito lettore

A servizio della Parola: Francesco istituito lettore

A servizio della Parola: Francesco istituito lettore

Giornata di festa per la comunità del Pontifico Seminario Regionale Sardo e per tutta la Chiesa sarda che sabato 25 maggio [2024] ha vissuto il conferimento dei ministeri del lettorato e dell’accolitato ad un gruppo di sette seminaristi.

La solenne Eucarestia è stata presieduta da S.E.R. Mons. Corrado Melis, Vescovo di Ozieri e Segretario della Conferenza Episcopale Sarda. Erano presenti il Card. Arrigo Miglio, Arcivescovo emerito di Cagliari e Amministratore Apostolico ‘sede vacante’ di Iglesias, S.E.R. Mons. Walter Erbì, Nunzio Apostolico in Liberia, Sierra Leone e Gambia e numerosi sacerdoti provenienti da varie parti dell’isola.

Tra gli istituendi lettori c’era anche Francesco Cara, seminarista della nostra diocesi che abbiamo avuto modo di conoscere attraverso una videointervista apparsa sul nostro sito qualche giorno fa.

Nel corso della sua omelia, il Vescovo di Ozieri ha invitato i presenti a guardare ai bambini come modello di fiducia, disponibilità e gioia nell’accogliere il Regno di Dio annunciato da Cristo: “Un bambino solitamente usa lo stupore, non il possesso. Gli adulti cercano sempre un utile nelle cose, i bambini invece godono delle cose, punto e basta. Gli adulti perdono tanto tempo a commentare le proprie cadute, i bambini invece si rialzano. Gli adulti cercano rassicurazioni prima di fare qualcosa, i bambini invece sono ostinati e rischiano. […] Il vostro servizio nel lettorato e nell’accolitato racchiude un significato che va oltre il momento strettamente celebrativo di oggi e di ogni avvicinamento sia all’ambone e sia all’altare. Va ben oltre. Il vostro servizio alla sequela di Gesù, vi auguro possa davvero diventare una sorgente rivolta a tanti che vi incontrano e che vi incontreranno se conserverete questo cuore di bambini. Ciò che conta è la risposta del cuore, i comportamenti, le scelte. Fatevi istruire dalla cosiddetta infanzia spirituale che ha tantissimi testimoni tra i santi e le sante”.

Del resto, i Vescovi italiani ci ricordano che: “L’ufficio liturgico del lettore è la proclamazione delle letture nell’ assemblea liturgica. Di conseguenza il lettore deve curare la preparazione dei fedeli alla comprensione della parola di Dio ed educare nella fede i fanciulli e gli adulti. Ministero perciò di annunciatore, di catechista, di educatore alla vita sacramentale, di evangelizzatore a chi non conosce o misconosce il vangelo” (I ministeri nella Chiesa, n.7).

Il lettorato di Francesco arricchisce la nostra Chiesa diocesana di una nuova ministerialità a servizio del Signore e del suo corpo che è la Chiesa. A lui il nostro augurio, per lui la nostra preghiera.

Leonardo Piras

(Foto da Pontificio Seminario Regionale Sardo)

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“Annunciare la Parola che salva” – Videointervista a Francesco Cara, istituendo lettore

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“Non mi piace ridurre il lettorato a un ministero pratico, ma è più un vivere la Parola di Dio e annunciarla, annunciare che questa Parola salva, annunciare che questa Parola è una Parola di bellezza”.

In vista del conferimento del ministero del lettorato, che avverrà sabato 25 maggio presso la cappella del Pontificio Seminario Regionale Sardo in Cagliari, nella celebrazione eucaristica che sarà presieduta da S.E.R. Mons. Corrado Melis, vescovo di Ozieri, abbiamo intervistato il nostro seminarista Francesco Cara. A partire dalla sua storia, Francesco ci racconta cos’è il ministero del lettorato e come questo si inserisce nella realtà pastorale nella quale attualmente si trova, donandoci anche una piccola riflessione sul versetto evangelico che risuona ancora oggi nel suo cuore “Duc in altum” (Lc 5,4).

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Ministero del Lettorato di Francesco Cara

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Sabato 25 Maggio 2024 alle ore 11:00, presso la Cappella del Pontificio Seminario Regionale Sardo a Cagliari, Francesco Cara sarà istituito lettore durante la celebrazione eucaristica presieduta S.E.R. Mons. Corrado Melis, Vescovo di Ozieri.

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Un dono alla Chiesa: Tommaso è accolito

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La terza domenica di Avvento è giornata classica per l’Almo Collegio Capranica per il conferimento dei ministeri. L’invito alla gioia e il colore rosaceo hanno accompagnato anche quest’anno la celebrazione eucaristica serale durante la quale Tommaso Congiu è stato istituito accolito, insieme ad Alessandro, alunno della Diocesi di Ivrea.

La preparazione a questa tappa formativa ha evidenziato il fondamento battesimale dei ministeri istituti, da intendersi come un dono del Risorto alla Chiesa, più che come dono al singolo. È proprio questo che attesta San Paolo in Ef 4,11: “Ed è lui che ha donato [alla Chiesa] alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri” (traduzione letterale). Inoltre, il dono non consiste tanto nell’abilitazione ad un compito (come la distribuzione dell’Eucarestia) o nell’attribuzione di una qualifica, ma in una persona: il Risorto dona alla Chiesa un nuovo accolito (non dona l’accolitato alla persona). Tommaso dunque è come il “dono natalizio” che la Chiesa riceve in questo giorno di gioia.

La liturgia, vissuta dalla comunità del Collegio insieme alle famiglie degli istituiti accoliti e i parroci delle parrocchie di pastorale, è stata presieduta da S.E.R. Mons. Luis Marín de San Martín (Sottosegretario del Sinodo dei Vescovi e Vescovo titolare di Suliana).

L’omelia articolato il tema della gratitudine, richiamando che il cristiano è colui che dice grazie al Signore non solo con le labbra ma con la vita. Il messaggio centrale si è focalizzato sulla figura del Natale come manifestazione di Dio che si fa piccolo. Citando le parole di Papa Francesco, Mons. Luis ha sottolineato l’importanza dell’umiltà nel comprendere il Verbo incarnato, che per Sant’Agostino è la via primaria per raggiungere cristo. La riflessione poi ha approfondito il significato dei ministeri nella Chiesa, sottolineandone la dimensione battesimale e laicale volta all’umiltà e al servizio. Nell’esplorare il significato del ministero dell’accolitato, Mons. Luis ha accentuato la connessione tra servizio all’Eucarestia e adorazione: l’accolito è stato dipinto come colui che si nutre di ciò che contempla, grazie al legame profondo con l’amore di Cristo nel Santissimo Sacramento.

E così, Cagliari vive un lieto «momento di Chiesa» con il dono di un nuovo accolito; a Tommaso l’invito a fare dell’Eucarestia il faro per il suo cammino verso il ministero ordinato e l’incoraggiamento a vivere con gioia questo ministero di servizio.

Davide Ambu

(Foto da Almo Collegio Capranica)

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Enrico e Leonardo istituiti accoliti

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Enrico e Leonardo istituiti accoliti 

Sabato 18 novembre, nella cappella del Pontificio Seminario Regionale Sardo, i seminaristi Enrico Muscas – della parrocchia “Santa Vittoria” in Seuni – e Leonardo Piras – della parrocchia “Sant’Ambrogio” in Monserrato – sono stati istituiti accoliti da S.E.R. Mons. Gian Franco Saba, insieme ai compagni delle altre diocesi sarde di Iglesias e Lanusei.

Il clima di festa per tale circostanza in Seminario Regionale è sempre molto vivo: l’intera comunità si prepara con grande attesa per questo passo di alcuni suoi membri, nel cammino verso il sacerdozio. Le famiglie, gli amici, i sacerdoti: la storia di ciascun istituendo è presente nelle persone che hanno voluto partecipare a tale evento, ricordandoci quanto nella vita – e anche in queste circostanze particolari – non siamo mai soli.

È come se al Signore fosse piaciuto che le storie di ciascuno di noi s’intrecciassero con quelle di tante altre, per essere immerse in quell’unica Storia dell’intera umanità redenta dal Signore. Per cui, anche in questo passo, Leonardo ed Enrico non erano soli, ma l’intera storia di entrambi si è ritrovata davanti all’altare per ricevere l’istituzione del servizio.

L’accolitato – dal greco ἀκολουθέω che significa “seguire” – non può che essere l’espressione pratica di questo battesimo nella sequela di Cristo, a cui tende tutta l’educazione del seminario. Esso non è un semplice servizio all’altare, ma racchiude in sé l’intero discepolato: non a caso è preceduto dal Lettorato, perché la Parola di Dio ascoltata si traduca in servizio, in disponibilità, in aiuto al fratello che ha bisogno di Cristo.

Riprendendo la prima lettura, tratta dal libro della Sapienza, l’Arcivescovo di Sassari ricordava come ogni ministero nella Chiesa sgorghi dalla Grazia della Pasqua di Cristo; nel cammino pasquale del popolo di Dio si scopre costantemente che la Parola di Dio rigenera tutto il creato, sana ogni uomo. «Anche la vocazione al ministero ordinato, nelle sue forme – ha detto mons. Saba nell’omelia – senza fede, sarebbe solo un mestiere». Invece, il ministero istituito, ordinato e ogni vocazione si scopre essere lo sviluppo di quanto i genitori, il giorno del battesimo, chiedono alla Chiesa per i propri figli: l’essere figli di Dio.

L’augurio, dunque per Enrico e Leonardo è chiaro: che possano sempre più seguire da vicino Cristo, causa e modello di ogni vocazione e portare agli uomini la luce della fede, nella consapevolezza di essere figli di Dio amati.

Lorenzo Vacca

(Foto da Pontificio Seminario Regionale Sardo, Ministeri Novembre 2023)

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